Italia Femminile, Fabio Roselli: “Il Sei Nazioni fa parte del processo, vogliamo chiudere a un livello migliore”
Le Azzurre preparano l'edizione 2026 puntando su solidità, consapevolezza e miglioramento continuo
Italia Femminile, Fabio Roselli: “Il Sei Nazioni fa parte del processo, vogliamo chiudere a un livello migliore”
Fabio Roselli si appresta a vivere il suo secondo Torneo alla guida dell’Italia e guarda al Sei Nazioni femminile come a un percorso, prima ancora che a un’occasione per ottenere una serie di risultati. Nel corso dell’ intervista rilasciata al lancio dell’edizione 2026, il coach ha parlato di come lo staff stia concentrando gli sforzi soprattutto sulla crescita progressiva del gruppo e delle prestazioni.
L’Italia riparte dopo il Mondiale e cercherà di alzare l’asticella partita dopo partita. «È un torneo che arriva dopo sei mesi dalla RWC, abbiamo voglia di tornare a lavorare insieme. Sappiamo che si parte da un certo livello e, lungo il percorso, lavoriamo per provare a chiudere a un livello migliore. È un processo sul quale ci concentriamo.»
L’esordio sarà subito impegnativo, contro una Francia che l’anno scorso a Parma l’Italia aveva tenuto in scacco fino ai minuti finali. Un ricordo positivo, ma che non cambia la difficoltà dell’incrocio: «La scorsa stagione è stata una prestazione davvero buona però, ovviamente, la Francia è una delle squadre di vertice e affrontarla sarà molto diverso. Faremo tutto ciò che possiamo per prepararci al meglio per quella gara.»
Nel ragionamento di Roselli c’è poi un passaggio interessante sul confronto con le grandi potenze, Inghilterra in testa. Per competere davvero, bisogna affrontarle, ma con un approccio realistico: «Sì, penso che, quando vuoi migliorare e competere con le squadre di vertice, a un certo punto devi incontrarle. È una preparazione molto diversa, perché conosci la forza di quella squadra. Quindi cerchi di rendere al massimo in certi momenti della partita e magari costruisci una strategia per essere competitivi: se non per tutti gli ottanta minuti, almeno per buoni tratti della gara.»
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Fabio Roselli: “Quando vinci e ottieni una vittoria importante, questo può aiutarti a generare entusiasmo”
Lo sguardo del ct, però, va anche oltre l’immediato. Roselli sottolinea l’importanza dell’attività Under 21, svolta in parallelo a quella della maggiore, come bacino di crescita e valutazione: «Lavoriamo in strettissimo contatto con lo staff dell’Under 21, è possibile che qualcuno di loro possa conquistare la prima presenza con la Nazionale maggiore. Si tratta di un’opportunità per crescere e per mostrare a che livello sono e cosa serve per competere a livello senior.»
Infine, un tema che riguarda l’ambiente e la percezione. L’interesse intorno al rugby italiano cresce, ma Roselli invita a non farsi inghiottire dalla logica del solo risultato. «Molte persone sono ossessionate dal vincere, può essere davvero pericoloso. Noi ci concentriamo sulla prestazione.» Detto questo, un successo pesa eccome: «Quando vinci e ottieni una vittoria importante, questo può aiutarti a generare entusiasmo, i tifosi aumentano così come l’attenzione intorno alla squadra. In ogni caso è rischioso valutare il successo solo in base alle vittorie.»
Per Roselli il Sei Nazioni resta il torneo per eccellenza, quello che accende giocatrici e pubblico, soprattutto in una fase di crescita del movimento femminile: «Siamo molto emozionati e non vediamo l’ora di iniziare il torneo.»