I dragoni sono i primi a battere due volte i verdi con Schmidt in panchina, che accusano anche un pesante bollettino medico
DUBLINO Il Galles diventa presidente di uno dei club più esclusivi del rugby, quello delle squadre capaci di battere l’Irlanda allenata da Joe Schmidt. I dragoni, unici insieme a All Blacks e Inghilterra a sconfiggere i verdi da quando sono guidati dall’allenatore neozelandese, sono da oggi l’unica squadra ad averli battuti due volte.
Sole e temperatura estiva all’Aviva stadium, pubblico più numeroso rispetto alla partita con la Scozia ma ancora lontano dal tutto esaurito (gli spettatori sono circa 40mila). Un boato accoglie all’ingresso in campo Paul O’Connell, alla sua ultima partita in Irlanda con la maglia della nazionale.
Dall’inizio si capisce subito che ritmo e intensità sono molto superiori rispetto al match di due settimane prima con la Scozia. Il Galles inizia con il sole in faccia, cosa inaspettatata e che causa alcuni errori di controllo palla. Uno di questi su rimessa laterale causa un break orchestrato da Henshaw e Fitzgerald sul quale la difesa gallese rimedia a cinque metri dalla meta. Poco dopo (7′) Jamie Roberts buca facilmente la linea sui 30 metri, la difesa di casa chiude in affanno.
Il Galles mette subito grande pressione sui calci di Sexton: all’11’ Tipuric intercetta un calcio di spostamento e il 10 irlandese riesce a chiudere, poco dopo Biggar ne devia un altro mandando la palla in rimessa laterale diretta.
Il primo fallo arriva al 17′ e lo commette l’Irlanda in mischia sui 30 metri. Palla laterale che Halpenny manda fra i pali senza sforzo muovendo il tabellone per la prima volta. La reazione irlandese non arriva, anzi è il Galles che continua a spingere. La velocità del gioco alla mano dei dragoni sembra superiore all’intensità difensiva che l’Irlanda può mettere in campo. I dragoni stanno molti minuti dentro i cinque metri irlandesi, scegliendo per due volte la rimessa laterale invece dei tre punti. Quando al terzo tentativo il carretto gallese sfonda andando in meta, torna in mente l’impenetrabile difesa irlandese degli ultimi due 6 Nazioni, insieme alla domanda: come mai non c’è più? Al 26′ è 10-0 per il Galles e l’Irlanda non ha avuto nessuna vera occasione.
Il primo errore della difesa gallese arriva al 29′ ed è un fuorigioco che manda Sexton in piazzola centrale dai 29 metri: 3-10.
Alla mezzora la spinta offensiva gallese si esaurisce e l’Irlanda porta l’ovale stabilmente nella metà campo avversaria. Il controllo di palla irlandese però non è sempre perfetto e l’attacco non è sempre fluido. Al 40′ un gran calcetto verso sinistra di Sexton rimbalza sui cinque metri per Keith Earls ma l’ala di Munster sbaglia il controllo. L’Irlanda però domina la mischia successiva e spinge fino a quando Iain Henderson rompe un doppio placcaggio e va a segnare sotto i pali. Sexton trasforma e si va al riposo sul 10-10, punteggio che rispecchia le due diverse fasi: ospiti meglio la prima mezzora, Irlanda orgogliosa negli ultimi dieci minuti.
Il secondo tempo si apre con un gran calcio di Sexton da metà campo verso sinistra che esce a un metro dalla bandierina. Sull’attacco successivo la difesa gallese spinge i verdi indietro fino ai 22 metri, fino al fallo che gli riconsegna la palla.
Il gioco dei verdi ruota intorno ai calci di Sexton, che quando non ha pressione o la evita fa sempre male, da qualsiasi parte calci. Al 52′ manda la palla di nuovo nell’angolo a destra e dall’azione che ne nasce l’Irlanda sfiora la meta.
Occasione gallese al 54′ grazie a un altro break di Roberts ma la difesa di casa chiude bene. L’Irlanda trova un altro angolo, stavolta con Murray, ma difesa si salva ancora. Intorno al 60′ iniziano i cambi. Dei giocatori chiamati all’ultima possibilità di convincere Schmidt Fitzgerald ha fatto meglio di Earls e Dave Kearney.
Al 65′ una lunga interruzione per infortunio alla testa a Keith Earls (esce con la barella), quando si torna a giocare Halfpenny manda fra i pali la punizione del 13-10 per i gallesi.
In due minuti l’Irlanda perde per tre uomini per infortunio: Earls (testa), Sexton col ghiaccio al braccio in panchina e Fitzgerald che si tocca l’anca. Ci si mette anche il tempo, che manda giù un acquazzone. L’Aviva trattiene il fiato, l’Irlanda è con la testa negli spogliatoi (anzi in infermeria) e Halfpenny allunga al 70′: Galles 16-10.
A quel punto l’Irlanda mette in campo tutto l’orgoglio di cui è capace. Al 78′ è rimessa laterale sui sette metri gallesi. Una lunga serie di cariche e un trattenuto sui cinque metri. Cronin alla fine sfonda fra i pali ma l’arbitro chiede il tmo per tenuto alto e annulla la meta. Finisce 16-10 per il Galles, in attesa del bollettino medico.
La gara finisce con il meritatissimo e calorosissimo tributo dell’Aviva a Paul O’Connell.
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Dave Kearney, 13 Luke Fitzgerald, 12 Robbie Henshaw, 11 Keith Earls, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Jordi Murphy, 6 Peter O’Mahony, 5 Paul O’Connell (c), 4 Iain Henderson, 3 Nathan White, 2 Richardt Strauss, 1 Jack McGrath
Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Dave Kilcoyne, 18 Tadhg Furlong, 19 Donnacha Ryan, 20 Sean O’Brien, 21 Eoin Reddan, 22 Paddy Jackson, 23 Felix Jones
Mete: 40′ Henderson
Trasformazioni: 40′ Sexton
Punizioni: 29′ Sexton
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Alex Cuthbert, 13 Scott Williams, 12 Jamie Roberts, 11 George North, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Dan Lydiate, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Bradley Davies, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Gethin Jenkins
Riserve: 16 Scott Baldwin, 17 Paul James, 18 Aaron Jarvis, 19 Luke Charteris, 20 James King, 21 Gareth Davies, 22 Rhys Priestland, 23 Hallam Amos
Mete: 25′ Gethin Jenkins
Trasformazioni: 26′ Halfpenny
Punizioni: 18′ 63′ 70′ Halfpenny
Arbitro: Craig Joubert (South Africa). Assistenti: Wayne Barnes (England), Luke Pearce (England). TMO: Graham Hughes (England)
di Damiano Vezzosi
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