Lo stato del movimento e le “solite sciocchezze” sulla Georgia: parla Conor O’Shea

In un’intervista, il CT è tornato sul dibattito che riguarda azzurri e georgiani, oltre a mantenere il solito ottimismo sul futuro

o'shea

ph. Sebastiano Pessina

“Le solite sciocchezze”. Conor O’Shea rubrica così, in un’intervista RugbyPass, il dibattito relativo al rapporto di forza tra Italia e Georgia e l’eventuale ingresso dei caucasici nel Sei Nazioni proprio a scapito della nazionale azzurra. Il CT irlandese è consapevole che con l’avvicinarsi del 10 novembre, data dell’attesa sfida a Firenze tra le due squadre, se ne tornerà a parlare, ma preferisce portare la discussione lontano da questa polemica.

“Le persone esprimono le loro opinioni, è un argomento su cui è facile battere e lo sarà sempre. Potremo cambiare questa cosa solo attraverso le nostre prestazioni. In Giappone, in una trasferta difficile, abbiamo vinto il secondo Test Match e nessuno ha menzionato il fatto che dopo la nostra vittoria il Giappone ha battuto la Georgia per 28-0”, ha detto l’irlandese, in riferimento all’ultima finestra internazionale degli azzurri chiusa con una sconfitta ed un successo contro i nipponici.

«Uno stile ambizioso»

O’Shea vuole rispedire al mittente anche altre critiche: “Alcune persone un po’ pigre pensano che noi siamo una squadra legata alle fasi statiche, che duriamo solo 60 minuti e bla bla bla. Sono sciocchezze – ha detto senza mezzi termini il CT – Abbiamo realmente degli ottimi giocatori, siamo una squadra capace di segnare mete. Abbiamo dei game breakers e giocheremo con uno stile ambizioso di rugby, grazie ad un miglior fitness”.

L’Italia ha effettivamente dimostrato di essere una squadra piuttosto produttiva dal punto di vista offensivo dal Sei Nazioni in poi, tanto da chiudere il torneo eguagliando il record di mete segnate (12) dal 2000, e di non essere più legata a doppio filo a mischia e touche. In questo senso, però, c’è ancora poco da sorridere, visto il rendimento altalenante dei primi otto uomini azzurri.

L’altro punto toccato da O’Shea, la resistenza sugli ottanta minuti, è sembrata essere una criticità soprattutto nelle sfide nipponiche e nell’ultima sfida del Sei Nazioni contro la Scozia, ovvero l’unica partita in cui gli azzurri avevano espresso grande intensità per circa 50-60 minuti consecutivi.

Lo stato del movimento

“Se non facessimo dei cambiamenti, sarebbe difficile per noi essere positivi. Stiamo facendo progressi, non è facile e nessuno ha la bacchetta magica – ha detto O’Shea parlando dell’intero movimento italiano – L’Italia Under 18 ha battuto l’Inghilterra, la nazionale Under 20 è entrata tra le prime otto al Mondiale”.

Parlando dei giovani, il CT dice che “questi giocatori stanno vincendo delle partite e stanno entrando in un sistema che credono stia cambiando. A livello internazionale, non c’è dubbio sul fatto che stiamo diventando più competitivi. Abbiamo perso il primo test in Giappone, abbiamo vinto brillantemente il secondo e al Sei Nazioni, a parte la sfida contro l’Irlanda, siamo stati competitivi”.

Guardando al futuro, O’Shea si dice sicuro del fatto che, guardando all’età media della squadra, questa squadra sta aprendo un ciclo nonostante si stia per chiudere quello di Parisse, Ghiraldini e Zanni. “Questo sarà un gruppo che resterà insieme per lungo tempo, e diventerà un’ottima squadra” – ha detto O’Shea con il suo inguaribile ottimismo.

“Non c’è dubbio che quello che è stato fatto finora sta facendo la differenza non solo per Zebre e Benetton, ma anche per i risultati dell’Under 20, per esempio. Non saremo mai i migliori al mondo, ma stiamo mettendo insieme un sistema competitivo e funzionale. Non siamo nemmeno lontanamente vicini a dove potremmo essere, ma abbiamo apportato cambiamenti significativi e ora abbiamo giocatori di vera qualità che stanno uscendo fuori”.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre news metti il tuo like alla pagina Facebook di OnRugby e/o iscriviti al nostro canale Telegram.
onrugby.it © riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

item-thumbnail

Sei Nazioni 2025: la meta di Nacho Brex candidata come “Try of the Round” del terzo turno

Splendida l'azione che ha portato il centro Azzurro a finire la sua corsa in mezzo ai pali

25 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Sei Nazioni: Italia-Francia vista dalle statistiche

Il punteggio finale è stato eloquente, eppure alcuni dati possono spiegare meglio il perché di un simile divario

25 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia: il bollettino medico su Danilo Fischetti

Il pilone ha lasciato il campo dopo 17 minuti dall'inizio di Italia-Francia

24 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia, le parole di Federico Ruzza e Tommaso Allan dopo la gara con la Francia

Gli Azzurri riconoscono i meriti degli avversari. Il seconda linea azzurro: "Sconfitta diversa rispetto a Lione"

24 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Sei Nazioni: le reazioni della stampa estera alla sconfitta dell’Italia con la Francia

Per molte testate gli Azzurri hanno prodotto un buon rugby offensivo, ma i Bleus si sono dimostrati troppo forti

24 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Sei Nazioni: le pagelle di Italia-Francia

Gli Azzurri cedono dopo una buona mezz'ora, troppo poco per questi Bleus

24 Febbraio 2025 Rugby Azzurro / La Nazionale