Massimo Brunello plaude i suoi per il grande secondo tempo. Mirko Amenta sottolinea l’ottima stagione dei Diavoli
Trentotto punti segnati nel secondo tempo, sesta finale consecutiva, una maturità notevole – come rimarca spesso il capitano Alberto Chiesa – e la possibilità di giocarsi tra le mura di casa l’89° Scudetto. Il Calvisano ha travolto 41-3 un Valorugby impotente nella ripresa della semifinale di ritorno del Top 12, dopo dei primi quaranta minuti giocati invece alla pari.
Una dimostrazione di superiorità netta e inequivocabile. “È un risultato che parla chiaro, messo a segno dopo un primo tempo nel quale abbiamo sofferto la grande resistenza di Valorugby – ha dichiarato Massimo Brunello a Brescia Oggi – Dovevamo concretizzare la mole di lavoro costruita. Siamo entrati in campo determinati a chiudere subito la contesa, ma siamo riusciti a prendere il largo soltanto nel secondo tempo quando la tenuta fisica e mentale reggiana è venuta meno e i ragazzi sono riusciti a giocare più sciolti”.
“Anche nei momenti di equilibrio abbiamo sempre avuto in mano il dominio sul piano fisico, dovevamo soltanto concretizzare il gioco sviluppato” – ha concluso Brunello, che da quando è alla guida del Calvisano (quattro anni) ha sempre conquistato la finale.
Il Valorugby non ha avuto alcun modo di provare a controbattere nel secondo tempo, in cui i reggiani hanno di fatto solo subito l’iniziativa del Calvisano. “Purtroppo nella seconda parte della gara ci sono state quelle due mete facili di Pierre Bruno che ci hanno tagliato le gambe e poi la partita ha fatto il suo corso” – ha detto il numero otto Mirko Amenta alla Gazzetta di Reggio. Il siciliano, in ogni caso, ha ricordato anche il percorso che ha portato i Diavoli alla prima semifinale della loro storia: “Credo che abbiamo portato un livello più alto rispetto alle precedenti stagioni e questo è solo un piccolo passo. Possiamo fare grandi cose, il nostro è un bel progetto, con basi solide e siamo solo all’inizio”.
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