Coronavirus: il ministero della salute irlandese ha raccomandato la cancellazione di Irlanda-Italia

La gara è in programma il prossimo 7 marzo all’Aviva Stadium di Dublino

Sei Nazioni 2020

ph. Sebastiano Pessina

Il Coronoavirus potrebbe colpire nuovamente il movimento ovale italiano. L’HSE, dipartimento di salute e sicurezza del governo irlandese, infatti, ha raccomandato che la partita valida per il quarto turno del Sei Nazioni 2020 tra Irlanda ed Italia – con 5000 italiani attesi sugli spalti –, in programma sabato 7 marzo all’Aviva Stadium di Dublino, venga cancellata, per i timori legati alla diffusione del Coronavirus nelle regioni del Nord Italia.

“Accolgo con favore la raccomandazione di cancellare l’incontro di rugby tra Irlanda ed Italia, formulata nell’interesse della sicurezza pubblica. Tale richiesta odierna riflette la capacità di adattamento dell’Irlanda alla minaccia del COVID-19”, ha spiegato pubblicamente il ministro della salute irlandese Harries, al termine dell’incontro d’emergenza con il team della salute e della sicurezza nazionale.

L’IRFU – federazione irlandese rugby union -, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere di essere in costante contatto con il board del Sei Nazioni, e di aver organizzato un incontro urgente con il Governo irlandese per discutere ulteriormente sul tema e comprendere quali siano le ragioni che stanno alla base della raccomandazione – posta in essere dal ministero della salute nazionale – di cancellazione della partita.

In attesa di decisioni ufficiali, dunque, il regolare svolgimento della partita appare sempre più a forte rischio. Una cancellazione/spostamento del match rappresenterebbe l’ennesimo cambio di programma  ovale degli ultimi giorni, dopo i rinvii “internazionali” delle gare di Pro14 di Zebre e Benetton, originariamente in programma il prossimo weekend, e di quella del Sei Nazioni femminile, tra Italia e Scozia, dello scorso 23 febbraio, oltre alla ricollocazione – a maggio – della prossima giornata di tutti i campionati nazionali, fissata inizialmente per l’1 marzo 2020.

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