Gli Azzurri alla ricerca di una conclusione che regali almeno qualche prospettiva su cui basare il futuro
La partita tra Scozia e Italia è, tradizionalmente, quella dove gli Azzurri hanno le maggiori probabilità di comportarsi meglio all’interno del Sei Nazioni.
Questo Torneo, complesso dal punto di vista del calendario, aveva però riservato agli Azzurri le due partite casalinghe contro Irlanda e Galles da mettere nel mirino. L’assalto alle più titolate nazionali celtiche fra le mura amiche dello Stadio Olimpico è decisamente fallito, e all’Italia di Franco Smith rimane ora solo l’ultima spiaggia della solita, cara, vecchia Scozia per provare a salvare qualcosa da questo Sei Nazioni piuttosto negativo.
Dopo un avvio difficile ma dove si erano comunque intraviste delle note positive, le ultime due gare non hanno visto gli Azzurri fare passi in avanti e quest’ultima gara a Murrayfield è una partita dove attendersi al contempo tutto e niente.
Difficile avere aspettative su una nazionale che non è riuscita a subire meno di 40 punti in nessuna delle quattro occasioni in cui è scesa in campo, eppure al tempo stesso è totalmente necessario mostrare qualcosa di più per dare un segnale incoraggiante per il prossimo futuro, tutt’al più che la Scozia propone una formazione pesantemente rivoluzionata.
Gregor Townsend si è trovato di fronte alla necessità di fare delle scelte importanti a causa di numerose assenze. Ne ha approfittato per dare un’occasione anche a giocatori che non ne hanno avute molte finora: David Cherry si guadagna la sua prima presenza internazionale da titolare dopo essere sempre uscito dalla panchina, anche per i problemi al lancio denunciati da George Turner contro l’Irlanda; il Corvo Scott Steele, già due volte sacrificato fuori ruolo per necessità, prende il posto di uno spento Ali Price; Huw Jones viene premiato per i 25 minuti positivi contro l’Irlanda e vorrà dimostrare qualcosa prima di fare le valigie in direzione Francia.
La scelta di Stuart Hogg all’apertura è però quella che ha rubato gli occhi di tutti. Il capitano della Scozia ha la maturità e la classe per ricoprire il ruolo, ma al tempo stesso la sua selezione rappresenta un’occasione per mettere sotto pressione un giocatore che non è esente da qualche occasionale errore, e del quale verranno sollecitate parti del suo gioco che vediamo meno spesso all’opera.
Il calcio d’inizio dell’incontro sarà alle 15:15, con diretta televisiva su DMAX. Arbitra il francese Pascal Gauzere.
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Scozia: 15 Sean Maitland, 14 Darcy Graham, 13 Huw Jones, 12 Sam Johnson, 11 Duhan van der Merwe, 10 Stuart Hogg (c), 9 Scott Steele, 8 Matt Fagerson, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie, 5 Grant Gilchrist, 4 Sam Skinner, 3 Zander Fagerson, 2 David Cherry, 1 Rory Sutherland
A disposizione: 16 George Turner, 17 Jamie Bhatti, 18 Simon Berghan, 19 Alex Craig, 20 Nick Haining, 21 Ali Price, 22 Jaco van der Walt, 23 Chris Harris
Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Mattia Bellini, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Federico Mori, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Michele Lamaro, 7 Johan Meyer, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Luca Bigi (c), 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Andrea Lovotti, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Riccardo Favretto, 20 Maxime Mbanda, 21 Marcello Violi, 22 Carlo Canna, 23 Marco Zanon
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