Lo scoglio inglese davanti al Sei Nazioni perfetto dell’Irlanda

La preview di Irlanda-Inghilterra

ph. REUTERS/Clodagh Kilcoyne

DUBLINO – Il primo Grande Slam di sempre ad essere vinto in casa, per lo più contro l’Inghilterra e nel fine settimana di San Patrizio. L’ultima partita di Johnny Sexton nel 6 Nazioni, nella quale diventerà il miglior realizzatore della storia del torneo, superando proprio Ronan O’Gara.

Per l’Irlanda questo è quasi il massimo, mondiale compreso. Non dimentichiamo che questo è il paese in cui un gran numero di tifosi irlandesi ancora ricorda e concorda quell’articolo di ormai venti anni fa nel quale si sosteneva che “il Grande Slam vale almeno quanto una semifinale mondiale”.

Sicuramente questo grande slam cementerebbe le attese e la fiducia irlandese in vista della coppa del mondo. Ultimamente infatti l’Irlanda perde solo dalla Francia o dalla Nuova Zelanda. Per trovare una partita verso dall’Irlanda con un avversario diverso da questi due bisogna tornare al Sei Nazioni 2021, sconfitta a Cardiff alla prima giornata.

Avvicinandosi alla partita il coach degli irlandesi Farrell ha ricordato il precedente più illustre, Irlanda-Inghilterra del 2007 a Croke Park (match che lui giocò in maglia bianca) per chiamare in causa la folla: “Durante la mia carriera come allenatore ho usato tante volte quella partita come esempio di fare il meglio quando conta davvero. Quel giorno i ruggiti della folla furono incredibili. Beh, credo che considerata la circostanza, sabato si possa tornare allo stesso livello di rumore”.

I giorni verso l’annuncio della formazione sono una conferma dell’ampiezza delle scelte a disposizione di Andy Farrell. Ringrose e Henderson hanno dato forfait fin da lunedì, ma è tornato Henshaw e le ottime recenti prove contro Italia e Scozia rassicuravano davanti alla prospettiva di schierare titolare Baird.

Mercoledì dal campo irlandese è poi trapelato l’ottimismo sulla possibilità di avere a disposizione anche Doris e Sheehan, poi infatti annunciati in un pacchetto di mischia che si permette anche di mandare in panchina Conan. Altro panchinaro di lusso Murray, visto il ritorno di Gibson-Park. Per il resto da segnalare che Jimmy O’Brien viene preferito a Stuart McCloskey, titolare a Roma, per la maglia numero 23.

Fra i rientranti è stato Henshaw, che sostituirà Ringrose, a parlare in settimana. Cinque minuti a novembre contro le Fiji e 14 a Edimburgo sei giorni fa sono tutto il suo minutaggio internazionale della stagione. Lui però è pronto; lo spiega partendo da lontano: “Non sono solo i 23 che mettono la maglia, è un gruppo molto più ampio, perché molto del lavoro viene svolto dietro le quinte.

È Josh van der Flier che prova le rimesse laterali nella palestra di Leinster. Cose del genere che non si vedono ma è così che si è sempre preparati per i e se succede che. Quasi nessuno si prepara alla perdita di due tallonatori durante la partita, se ci pensate è una possibilità su cento.

Sono quelle piccole cose che accadono a porte chiuse e che il pubblico non vede a fare spesso la differenza”. Traduzione: tranquilli, vado in campo perché sto bene e sono pronto, a questo livello non si improvvisa.

Leggi anche: L’orgoglio del Galles per fermare la potenza della Francia

Di fronte c’è un’Inghilterra che forse non è mai stata tanto a pezzi nella storia del rugby professionistico. Il massacro subito in casa contro la Francia mette in discussione tutti, federazione, giocatori e squadra. Di fronte il 15 della rosa ha una delle partite più difficili poteva darle il calendario. È una di quelle giornate in cui prima di tutto il resto conterà l’orgoglio.

In settimana ha parlato Ellis Genge. “Abbiamo subito una batosta in casa e ora andiamo in trasferta contro il numero uno del mondo nel fine settimana di San Patrizio, in un giorno letteralmente dedicato a loro e in cui possono vincere il Grande Slam. Tutte le probabilità sono contro di noi, ma sono molto fiducioso nel gruppo e credo che ne usciremo benone.”, ha detto.

“Si tratta solo di fare bene l’uno per l’altro. Il tutto si basa sulla consapevolezza che il gruppo è in grado di dare il meglio di sé. Ora si tratta più che altro di dimostrare che abbiamo voglia di lottare, perché questo è stato messo in dubbio dopo l’ultima partita. Quello che abbiamo mostrato contro la Francia non è la squadra che siamo. È stato terribile da parte nostra e ci sono molte cose che possiamo correggere con una certa facilità. Alla fine si tratta di lottare ed è quello che faremo”.

Damiano Vezzosi

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