Da Ben Curry a Michela Sillari: quando il “crocodile roll” diventa pericoloso

Quello del centro azzurro è solo l’ultimo dei tanti infortuni causati da questa manovra nel breakdown

Da Ben Curry a Michela Sillari: quando il "crocodile roll" diventa pericoloso

Da Ben Curry a Michela Sillari: quando il “crocodile roll” diventa pericoloso

Non è ancora chiara l’entità dell’infortunio di Michela Sillari, ma la torsione innaturale del ginocchio causata dalla pulizia irregolare di Beckett è parsa spaventosa solo a vedersi. Quello del centro azzurro è solo l’ultimo dei tanti infortuni causati dal “crocodile roll”, una pulizia alle gambe che ricorda l’attacco di un coccodrillo: il giocatore “pulisce” la ruck prendendo l’avversario alle gambe e spostandolo lateralmente. Il rischio quindi che il piede del giocatore “ripulito” rimanga piantato a terra è altissimo, e negli ultimi anni questo gesto tecnico ha causato tantissimi infortuni gravi.

Un esempio recente è quello di Ben Curry, costretto a saltare il Mondiale 2023 proprio a causa di un infortunio causato da questo tipo di pulizia. Il fratello Tom ha chiesto pubblicamente un intervento di World Rugby affinché questa manovra venga definitivamente vietata: “Sarebbe importante fare qualcosa per impedirlo, stiamo vedendo troppi infortuni nel breakdown e bisogna iniziare a farci attenzione”.

Leggi anche: Italia femminile, Raineri: “Dico da anni che il ‘crocodile roll’ andrebbe vietato. Bene i primi 50 minuti”

Al momento, la questione del crocodile roll entra in una zona grigia del regolamento, perché – come dimostrato anche dal rosso di Beckett dopo l’intervento su Sillari – in alcuni casi viene punita. Nell’aprile del 2023 il pilone di La Rochelle, Georges Henri Colombe, è stato squalificato per 4 settimane dopo un “croc-roll” su Ruan Ackermann, giocatore di Gloucester. Sono tanti però i casi eclatanti, da Jean de Villiers a James Horwill e Paul O’Connell, tutti costretti a lunghi stop a causa di questo intervento.

Altri interventi, però, in passato non erano stati puniti: è il caso della pulizia di Sebastian Negri su Jack Willis in Inghilterra-Italia del 2021. L’inglese cominciò ad urlare dal dolore, e fu portato fuori dal campo in barella, e Nigel Owens si espresse chiaramente sulla necessità di vietare questo tipo di intervento. Stessa cosa accadde al francese Etienne Drussarde, giocatore di Grenoble, che nel 2019 subì un grave infortunio per lo stesso tipo di intervento durante una sfida con Perpignan.

Proprio all’inizio di marzo i rappresentati di tutte le principali federazioni di rugby si sono incontrati a Londra al forum “Shape of the game” per discutere di nuove modifiche al regolamento, e fra i temi affrontati c’è stato proprio la possibilità di vietare in maniera chiara il crocodile roll.

È un tema che si affronta da anni e che è sempre più al centro di un dibattito su una possibile definizione concreta anche a livello regolamentare. Da questo punto di vista, il tecnico dell’Italia femminile Nanni Raineri è stato chiarissimo: “Dico da anni che World Rugby dovrebbe vietare questo intervento. Può causare infortuni che mettono a rischio delle carriere”.

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