Tommaso Menoncello: “Sonny Bill Williams è sempre stato il mio idolo. Andrea Masi mi ha insegnato molto”

Il trequarti del Benetton è il più giovane giocatore a vincere il premio di “Best Player of Six Nations”

Tommaso Menoncello: “Sonny Bill Williams è sempre stato il mio idolo. Andrea Masi mi ha insegnato molto”

Tommaso Menoncello non si aspettava di vincere il premio di miglior giocatore del Sei Nazioni 2024, ma chi ha visto le sue prestazioni in campo nel recente torneo avrebbe scommesso su una sua nomination per la vittoria finale.

Il classe 2002 è il secondo italiano a portare a casa il premio dopo Andrea Masi nel 2011. Il centro del Benetton ha dichiarato di essere rimasto sorpreso di aver letto il suo nome fra i candidati e “ho saputo dal presidente Marzio Innocienti di aver vinto il premio” ha dichiarato l’azzurro. “Ringrazio in primis la mia famiglia e la mia fidanzata. Poi dedico questo premio alla società e allo staff medico che mi hanno aiutato e sostenuto durante il mio infortunio. E poi ai ragazzi che giocano con me che mi permettono di esprimermi a questo livello”.

Dopo un lungo infortunio e un’assenza dai campi anche con il Benetton, il trequarti ha ritrovato la forma dei tempi migliori e con l’Italia ha trovato la conferma delle sue grandi doti: “La Nazionale mi da molta fiducia, Gonzalo (Quesada) è molto creativo e dà fiducia a tutti. Mi sento molto coinvolto, mi piace molto stare in campo perché il gioco che facciamo è divertente” ha detto il centro azzurro che ha parlato anche della difesa dell’Italia, migliorata moltissimo in questa edizione del Sei Nazioni. “L’organizzazione è stata la stessa che Marius Goosen ha portato avanti da anni, il punto fondamentale è stato l’aspetto mentale e l’emotività. Le chiavi per difendere così tanto sono state aggredire l’avversario e mettere sempre pressione”.

Leggi anche: Tommaso Menoncello nominato “Miglior Giocatore” del Sei Nazioni 2024

Tommaso Menoncello: dal Rugby Paese al Benetton Treviso, le ispirazioni e le passioni del centro azzurro

Tommaso Menoncello inizia a giocare a calcio, ma quando la società fallisce il papà lo porta per la prima volta su un campo da rugby. “Mio papà mi portò a fare i camp con il Rugby Paese, da lì iniziò la mia passione per il rugby. Mi sono spostato poi a Treviso per motivi personali e lì sono rimasto con grande gioia. Il Benetton e Treviso si sono sempre presi cura di me”.

Sono tanti i giocatori in maglia numero 12, la stessa del classe 2002, che hanno fatto la storia del rugby. Uno in particolare è sempre stato amato da Tommaso Menoncello: “Sonny Bill (Williams) è stato il mio idolo. Era un giocatore fisico e intelligente e sapeva essere anche elegante in campo. Mi piacerebbe fare gli off-load come faceva lui!” Il centro neozelandese, appesi gli scarpini al chiodo, si è dato alla carriera pugilistica e Menoncello non ha nascosto una sua passione: “Mi piace anche il pugilato, chissà un giorno!”.

Un altro ex giocatore che ha aiutato e ispirato molto il trequarti trevigiano è Andrea Masi, vincitore del premio “miglior giocatore del Sei Nazioni 2011”: “Quando è stato a Treviso mi ha insegnato molto, mi ha dato molto come allenatore dei trequarti anche perché è stato un ottimo giocatore”.

Infine il suo rapporto con l’altro centro del Benetton e dell’Italia, Juan Ignacio Brex: “Mi ha sempre dato tanti consigli, lui studia molto le squadre avversarie. Abbiamo costruito il nostro feeling da quando io gioco a Treviso. Giochiamo molto insieme e abbiamo un bel rapporto anche fuori dal campo anche se abbiamo due vite un pò diverse. Il bel rapporto che abbiamo è nato prima in campo poi fuori” ha concluso Tommaso Menoncello.

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