L’Argentina domina, l’Uruguay non c’è: a Maldonado finisce 79-5

Partita a senso unico per ottanta minuti. Teros irriconoscibili rispetto alla Rugby World Cup

Mateo Carreras – ph. Sebastiano Pessina

Avevamo in mente l’Uruguay che per un tempo aveva tenuto in scacco l’Italia alla Rugby World Cup e che aveva messo in seria difficoltà la Francia. Invece l’Uruguay che scende in campo a Maldonado dieci mesi dopo prende una sonora lezione dall’Argentina, faticando seriamente a tenere il campo.

L’Argentina ha dominato per 80 minuti, monopolizzando senza soluzione di continuità per 80 minuti. Tripletta per l’ala del Benetton Ignacio Mendy, la cui quarta meta viene annullata nel finale dal TMO. Ottima la prova di Tomas Albornoz da numero 10 alla prima da titolare con la nazionale, anche se l’opposizione è stata davvero troppo morbida.

L’attenuante dei Teros è solo parziale: tante le assenze per la squadra allenata da Rodolfo Ambrosio, che però non ha cominciato il suo ciclo nel migliore dei modi. Per l’ex Azzurro, in precedenza allenatore del Brasile, sarà già importante reagire la prossima settimana contro la Scozia nell’ultimo test della finestra internazionale estiva. Peraltro il Cile ha fatto meglio dell’Uruguay proprio contro gli scozzesi.

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Per l’Argentina una prova convincente che rilancia un po’ l’entusiasmo per l’inizio dell’era Contepomi. Al netto della sostanziale assenza di un avversario, i Pumas hanno dimostrato di star costruendo qualcosa e di avere strutture in sviluppo che potranno arrivare a maggior compimento in tempo per il Rugby Championship.

Sugli scudi due giocatori in particolare: Santiago Chocobares, che in questa stagione è salito di livello ed è diventato uno dei migliori in Europa nel suo ruolo, e Joaquin Moro, esordiente arrivato alla doppietta e presenza fisica costante all’interno del campo.

Dopo il mondiale, dove le squadre di Tier 2 hanno bussato insistentemente alla porta delle nazionali di prima fascia per richiedere maggiori occasioni di confronto, una partita come quella di Maldonado è un passo indietro che non aiuta la causa, pur giustificata e condivisibile.

Uruguay: 15 Ignacio Alvarez, 14 Juan Manuel Alonso, 13 Tomas Inciarte, 12 Andres Vilaseca (C), 11 Nicolas Freitas, 10 Felipe Etcheverry, 9 Santiago Alvarez, 8 Manuel Diana, 7 Santiago Civetta, 6 Manuel Ardao, 5 Manuel Leindekar, 4 Felipe Aliaga, 3 Reinaldo Piussi, 2 German Kessler, 1 Mateo Sanguinetti
A disposizione: 16 Guillermo Pujadas, 17 Ignacio Peculo, 18 Diego Arbelo, 19 Diego Magno, 20 Lucas Bianchi, 21 Carlos Deus, 22 Joaquin Suarez, 23 Juan Bautista Hontou

Marcatori Uruguay
Mete: Hontou (47)
Trasformazioni:
Calci di punizione:

Argentina: 15 Santiago Cordero, 14 Ignacio Mendy, 13 Santiago Chocobares, 12 Jeronimo dela Fuente, 11 Mateo Carreras, 10 Tomas Albornoz, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Joaquin Oviedo, 7 Marcos Kremer (C), 6 Joaquin Moro, 5 Pedro Rubiolo, 4 Franco Molina, 3 Eduardo Bello, 2 Ignacio Ruiz, 1 Thomas Gallo
A disposizione: 16 Ignacio Calles, 17 Mayco Vivas, 18 Francisco Coria Marchetti, 19 Matias Alemanno, 20 Pablo Matera, 21 Gonzalo Garcia, 22 Santiago Carreras, 23 Matias Orlando

Marcatori Argentina
Mete: Mendy (5, 10, 41), De la Fuente (27), Cordero (29), Moro (35, 68), Oviedo (38), M. Carreras (40, 63), Coria Marchetti (52), S. Carreras (75)
Trasformazioni: Albornoz (27, 29, 35, 42, 52, 64, 69, 76)
Calci di punizione: Albornoz (18)

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