Il capo allenatore degli Azzurri: “Questa sconfitta mi fa venire il mal di testa, perché non ci sono tutti questi punti fra noi e loro, ma quando passi così tanto tempo a difendere alla fine cedi”. Il capitano: “Basta un errore e te li ritrovi in mezzo ai pali”

Italia, le dichiarazioni di Gonzalo Quesada e Michele Lamaro dopo la sconfitta con la Francia (ph. Sebastiano Pessina)
ROMA – È un Gonzalo Quesada sconsolato quello che si presenta in conferenza stampa. Il 73-24 subito dall’Italia contro la Francia fa male, malissimo, anche perché – come spiega lo stesso tecnico – “non ci sono tutti questi punti tra noi e loro. Chiaramente sono più forti e più sviluppati, ma questo gap è nato dal fatto che loro hanno sfruttato ogni opportunità. Mi fa male questa differenza, mi fa venire il mal di testa: la sconfitta oggi era quasi inevitabile contro questa Francia, ma mi fa male il modo, perché cancella anche le cose positive che abbiamo fatto soprattutto in attacco, ma quando perdi in maniera così pesante non puoi parlare di nient’altro”.
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I fattori della sconfitta
Quesada ha poi analizzato alcuni aspetti tecnici nel dettaglio: “Di fattori ce ne sono stati tanti. Se devo dirne uno, direi il punto d’incontro, soprattutto quando loro avevano il possesso: siamo stati dominati, non siamo mai riusciti a rallentarli e abbiamo permesso loro di esprimersi come volevano. E poi c’è Antoine Dupont, un giocatore così fa sempre la differenza. Quando la Francia gioca così è veramente difficile. Non è un alibi, ma ripeto, non credo sia questa la differenza tra noi e loro”.
“Sapevamo che dopo la sconfitta contro l’Inghilterra, dove hanno dominato ma hanno perso, sarebbero arrivati a Roma furiosi” prosegue Quesada: “Conosco bene il rugby francese e la loro mentalità, eravamo consapevoli di come sarebbero arrivati oggi a Roma. Purtroppo abbiamo tenuto solo 20 minuti, davvero troppo poco. Non ci sono alibi. Questa sconfitta deve farci male, davvero, perché è il primo passo per continuare il nostro percorso. Deve esserci da lezione”.
L’attacco non basta
Tra le poche cose positive del pomeriggio di Roma, l’attacco, pericoloso soprattutto nel primo tempo: “Abbiamo avuto meno del 40% di possesso palla e abbiamo segnato 3 mete, creando anche altre occasioni, quindi da questo punto di vista non possiamo dire che è tutto da buttare. Nel rugby però devi essere costante per potere essere competitivo. Con così poco possesso e una conquista scarsa passi troppo tempo a difendere e alla fine si finisce per cedere. Credo che con un po’ di lavoro potremmo però trovare delle soluzioni: in questo senso sono tranquillo, abbiamo la mentalità per rimetterci al lavoro senza panico e prepararci all’Inghilterra con l’umiltà di sempre”.
Dello stesso avviso anche Michele Lamaro: “In molte situazioni abbiamo fatto dei piccoli errori che ci hanno portati a prendere delle mete. Contro una squadra così anche un minimo dettaglio fa la differenza. Siamo entrati molto bene in campo, abbiamo raddoppiato i placcaggi, ma abbiamo concesso delle marcature davvero troppo semplici. Oggi queste situazioni si sono ripetute più e più volte, e questo ti ammazza anche mentalmente: quando fai delle cose anche positive, ti metti nella condizione di giocartela e poi ti trovi a prendere una meta in mezzo ai pali diventa difficile ripartire, perché non capisci nemmeno cosa hai sbagliato”.
Francesco Palma
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