Le parole dell’allenatore nella settimana che porta alla sfida contro il Connacht
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Benetton Rugby, Marco Bortolami: “Concentrati sul finale di stagione. Decisione presa in accordo col club” (Benetton)
Dopo l’annuncio di qualche giorno fa, nel quale insieme al Benetton Rugby comunicava il prossimo addio alla panchina dei veneti a fine stagione, Marco Bortolami è tornato a parlare in videoconferenza con i giornalisti nelle giornate che portano alla prossima partita di URC, quella contro il Connatch, in programma sabato 1° marzo – in Irlanda – alle ore 20:35.
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Benetton Rugby, Marco Bortolami: “Concentrati sul finale di stagione. Decisione presa in accordo col club”
Diversi i temi toccati dall’allenatore: sia quelli legati alla recente notizia sia quelli tecnici e tattici verso il finale di stagione.
Sull’annuncio dell’addio al Benetton Rugby: “I risultati raggiunti con questo club rimarranno: sono il segno tangibile dello sforzo che abbiamo fatto tutti insieme in questi anni e della crescita che il gruppo ha fatto. Cerco sempre nuovi stimoli, ogni giorno: invito anche i giocatori a farlo in ogni singolo momento. Dopo nove stagioni a Treviso, credo di aver dato tanto tantissimo. In accordo con la società abbiamo capito che fosse il momento giusto per rinnovare questa spinta: per me da un’altra parte per il Benetton Rugby con una guida nuova per fare altri step. Credo che il club avrà un futuro roseo, perché i giocatori che sono già un punto fermo del team sono molto giovani e con grandi possibilità: Spagnolo, Marin, Izekor, Zuliani, Lorenzo Cannone, Garbisi, Menoncello, e Zanandrea che l’anno prossimo sarà molto di più coinvolto. Loro hanno una vita davanti, la squadra si baserà su questi giocatori. Chi arriverà troverà una squadra già avviata e che ha un’aspettativa di performance molto alta: da entrambi le parti c’è stata la volontà di trovare nuovi stimoli. Sono convinto e contento del lavoro che ho fatto, ringrazio il Benetton che mi ha dato la chance di iniziare ad allenare, anche perché quando smetti di giocare per iniziare un nuovo percorso devi trovare qualcuno che ti dia fiducia e la società, con Zatta e Pavanello in testa, mi hanno dato fiducia subito da giovane capoallenatore. La stima reciproca ci ha portato a prendere questa decisione, per l’interesse di entrambi: sono sereno, entusiasta per il futuro. Al momento però la testa è ben concentrata su quello che ci aspetta. Abbiamo ancora lo URC e un ottavo di finale di Champions Cup da giocare: siamo in corsa su due fronti, l’obiettivo che c’eravamo dati a inizio anno. Vogliamo giocare il match di Champions Cup, dove siamo andati probabilmente ben oltre quello che tutti si aspettavano, con l’intento di dare un’immagine ultracompetitiva del rugby italiano, come successo in questi 3-4 anni. C’è entusiasmo anche per questo finale di stagione”.
Sul futuro: “Ora non ci penso e non lo farò fino a fine stagione: non ho deciso, il mio focus è qui e adesso, di quello che sarà poi ne discuteremo. Vogliamo finire al meglio un lavoro costruito non solo in questa stagione ma anche in tutti gli anni precedenti. Come dico sempre ai giocatori: non pensiamo troppo in là, la partita più importante è quella che abbiamo di fronte a noi, tutto il resto sarà una conseguenza”.
Sulla scelta: “Ho informato i giocatori della cosa esattamente lo stesso giorno in cui è uscito il comunicato. Ho dato tanto, tutto: è chiaro che abbiamo tenuto conto dell’aspetto di “freschezza” che aiuta tutti. Ho sempre cercato in questi anni di rinnovarmi, di scavare dentro me stesso per dare tutto: sono uno che da tutto ogni giorno, poi si ricarica ed è pronto a ripartire. Io sono così e mi aspetto che anche i giocatori lo facciano: dalla singola seduta d’allenamento alle partite”.
Chiarezza: “L’intento era quello di trovare chiarezza. Responsabilizzare e dare energia, con la volontà di chiudere al meglio. Dare chiarezza all’esterno vuol dire anche svolgere questo lavoro come serve: ovvero con programmazione. La società ha bisogno di programmare muovendosi libera sul mercato per valutare quali saranno i profili e le prospettive e io stesso ho bisogno di muovermi liberamente sul mercato per valutare quali saranno le migliori opzioni per me. Abbiamo voluto essere trasparenti: tanto sappiamo tutti come funzionano le cose. A un certo punto le voci sarebbero iniziate a girare: si sarebbero create delle situazioni che avrebbero generato e aumentato un chiacchiericcio che non sarebbe stato produttivo per il finale di stagione che volevamo fare. L’intento era questo”.
Sulle prossime partite in calendario nello URC, in una zona come quella dei playoff dove, essendoci tante squadre in pochi punti, il margine d’errore è pochissimo.
Alessandro Izekor, presente in conferenza insieme al suo head coach: “La nostra ottica non cambia, queste partite sono delle finali: ci stiamo preparando per quello. Se si toglie il match contro Glasgow, le altre sfide saranno di fatto tutti scontri diretti per la zona playoff. Come squadra non sentiamo la pressione, questo è uno stimolo a fare ancora meglio: per migliorarci e provare a mettere in campo la migliore versione di noi stessi”.
Bortolami: “In 8 punti ci sono 8 squadre: Munster è 5° e ha 3 punti in più di noi, i Lions sono 12esimi e hanno 5 punti meno di noi. Tutte queste si giocheranno i 4 posti a disposizione per i playoff. E’ ovvio che nelle partite che mancano saranno di più le partite che bisognerà vincere che non quelle che potranno sfuggire di mano. 6 delle 7 partite che completeranno il calendario saranno contro avversarie dirette: ogni vittoria che faremo avrà un peso doppio per noi, le altre invece hanno un calendario difficile. Mi viene in mente Cardiff che deve affrontare formazioni come il Leinster, che in teoria sono fuori portata per loro. E’ chiaro quindi che nel bene o nel male queste partite peseranno: la squadra dovrà capire l’importanza del momento entrando però in campo senza pesi mentali ma con la serenità di fare il massimo, tanto non sarà una sola partita a fare la differenza ma sarà la striscia complessiva di gare a dirci dove arriveremo. Avremo 4 partite su 7 fuori casa: per cui se vorremo essere in alto alla fine di questo ciclo dovremo performare al meglio in trasferta, a partire già dalla prossima partita contro il Connacht. L’anno scorso per arrivare ai playoff ci sono servite 11 vittorie complessive, quest’anno la quota potrebbe un po’ abbassarsi: fra 9 e 10 potrebbe essere il numero giusto; anche i punti di bonus avranno il loro peso, fino adesso ne abbiamo ottenuti un buon numero vincendo tante partite con 4 mete segnate. Il target ce l’abbiamo in mente: dobbiamo pensare partita dopo partita e poi vedremo dove saremo arrivati”.
Sulla parabola stagionale di Matt Gallagher: “E’ un giocatore estremamente versatile: può giocare sia come estremo sia come ala. Ha delle caratteristiche ben precise, punti di forza nel suo gioco: essere molto consistente nel ripiazzamento, un altissimo workrate ed è super efficace sui palloni alti al volo. Come caratteristiche è perfettamente complementare a Rhyno Smith: in alcune partite è stato utilizzato da estremo, anche in base ai pregi e ai difetti degli avversari, ora lo stiamo utilizzando di più all’ala, anche perché siamo un po’ in emergenza in quel ruolo, anche se a breve contiamo di recuperare Ratave, presumibilmente dopo il ritorno dello URC successivo al Sei Nazioni.
Tornando a Gallagher, magari non è un giocatore che ha il guizzo di altri ma è estremamente consistente nel sistema: fa le scelte giuste sempre e, ripeto, ha un workrate elevato che, per quanto riguarda il triangolo allargato, è un qualcosa di molto importante. Ha un valore nascosto, che spesso si fa fatica a capire, ma in molte partite, come ad esempio quella con i Bulls lui era posizionato all’ala ma nel momento della battaglia al piede e della raccolta della palla nello spazio aereo lui si è sempre spostato andando a recuperare un sacco di palloni: questo ha fatto la differenza, ha costretto gli avversari a cambiare modo di calciare. Spesso ci sono sfumature che sfuggono agli occhi: io sono contento della stagione che sin qui ha fatto. Ha degli standard di allenamento e di prestazione molto buoni per quello che viene richiesto e per quelle che sono le sue qualità. Nell’economia di una stagione Gallagher, come successo contro La Rochelle, in una delle partite più importanti dell’anno, ha svolto una partita perfetta: a volte i giudizi su questi giocatori sono un po’ duri, si tende a perdersi quello che i giocatori portano alla causa e il valore aggiunto che offrono al gruppo-squadra”.
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