La corsa alla maglia numero 10 della prestigiosa selezione appare più aperta che mai
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Finn Russell – ph. Sebastiano Pessina
Il Sei Nazioni 2025 non è solo, come sempre, uno dei palcoscenici più prestigiosi. Per i giocatori irlandesi e britannici è anche una gigantesca audizione per un posto nei British & Irish Lions, la selezione che ogni quattro anni intraprende un tour dall’altra parte del mondo per sfidare i colossi del rugby australiano, neozelandese, sudafricano.
Per la spedizione in Australia dell’estate del 2025 la competizione per la maglia numero 10 ha davvero una grande concorrenza.
Uno dei principali contendenti è Finn Russell, che ha già partecipato al tour del 2017 in Nuova Zelanda senza però scendere in campo e al tour del 2021 in Sudafrica, giocando il terzo e decisivo test contro gli Springboks, poi perso 19-16.
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In questo Sei Nazioni Russell non sta vivendo uno dei suoi momenti più brillanti. Nella prima partita del Torneo contro l’Italia non ha offerto una prestazione sufficiente, contro l’Irlanda è stato costretto a uscire intorno al 20′ per concussion, mentre contro l’Inghilterra ha orchestrato molto bene il gioco offensivo della sua squadra, ma ha colpevolmente mancato tutte e tre le trasformazioni delle mete segnate dalla squadra, incidendo pesantemente sul risultato finale.
Un momento di forma non entusiasmante che fa scendere le sue quotazioni per essere il mediano di apertura titolare dei Lions, posizione per cui parte tutto sommato in pole position visto che la concorrenza ha certamente molta meno esperienza alle spalle.
Marcus Smith, 25 anni, continua a essere spostato dal ruolo di apertura a quello di estremo per la nazionale inglese. È forte, è in forma, ma ha caratteristiche tecnico che necessitano di costruirgli intorno la squadra.
Sam Prendergast, 21 anni, è appena diventato il mediano di apertura titolare dell’Irlanda. Se Andy Farrell vorrà proporre dei Lions che possano somigliare alla nazionale in verde, il giocatore del Leinster ha le caratteristiche giuste: gran piede e un’incredibile capacità di selezione ed esecuzione del passaggio. Il giocatore ideale per far rendere al meglio i compagni intorno a se, anche se non cela qualche lacuna fisica a livello difensivo.
Una caratteristica che, all’opposto, ha fatto affacciare alla competizione il giovane Fin Smith, 22enne apertura inglese con le tipiche caratteristiche del numero 10 alle dipendenze di Sua Maestà: nessuna paura al placcaggio, piede tattico sopraffino e regia precisa.
Residuali le possibilità di entrare nella lista dei convocati di Jack Crowley, che è comunque un numero 10 molto solido fisicamente, intraprendente e capace di adattarsi anche come primo centro. Chissà se possiamo considerare ancora in gara Owen Farrell: a 33 anni e alla prima stagione in Francia sta vivendo una delle peggiori stagioni della sua carriera, tartassato dai problemi fisici, ma rimane una leggenda vivente del gioco e questo potrebbe essere il suo quarto tour dei Lions.
Molto dipenderà dalle preferenze dello staff tecnico che Andy Farrell sceglierà di mettere al proprio fianco. Per il momento il tecnico ha scelto David Nucifora come direttore generale, Aled Walters come capo della preparazione atletica e Vinnie Hammond come capo degli analisti. Il 26 marzo saranno resi noti i nomi dei componenti dello staff tecnico che lo affiancheranno.
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