Giacomo Nicotera: “Sono molto deluso e anche un po’ infastidito dalla squalifica”

Il tallonatore azzurro ha espresso il suo disappunto per la decisione disciplinare arrivata dopo Italia-Irlanda che lo sta tenendo fuori dalla corsa salvezza dello Stade Français

Giacomo Nicotera Italia (ph. Sebastiano Pessina)

Giacomo Nicotera Italia (ph. Sebastiano Pessina)

Il Sei Nazioni di Giacomo Nicotera è finito amaramente. Durante gli ultimi minuti di Italia-Irlanda del 15 marzo scorso, il tallonatore triestino è stato sanzionato per un colpo alla testa di Peter O’Mahony, coinvolto in una ruck.

L’arbitro Luke Pearce ha mostrato al giocatore italiano il giallo, facendo poi il gesto del bunker. Il giudizio di quest’ultimo ufficiale di gara ha ritenuto di elevare a rosso il colore del cartellino.

Successivamente è arrivata una squalifica di quattro settimane che gli impedisce di prendere parte a quattro partite decisive per la corsa salvezza del suo Stade Français: Bayonne (già giocata), Montpellier, Tolosa e il derby con il Racing 92.

Una sanzione così pesante non è esattamente ciò che il giocatore e il club parigino auspicavano. Nicotera tornerà in campo solo a maggio e il tallonatore azzurro non ha nascosto il disappunto per questa assenza forzata.

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Giacomo Nicotera: “Gli irlandesi fanno cose molto più pericolose di quelle che ho fatto io”

Ai microfoni del Podcast Tutti in mischia di Marco Terrestri, Giacomo Nicotera ha parlato di quanto sia sconsolato per una decisione che reputa eccessiva.

“Sono molto deluso e anche un po’ infastidito. Io non so cosa pensi la gente o cosa abbia visto in TV nel momento, ma credo che sia stato un’entrata non particolarmente maliziosa da parte mia, non c’era sicuramente l’intento di fare male perché non fa parte del rugby. Entrare per far male non è nei nostri valori, però il rugby è uno sport fisico, uno sport di combattimento, mancano due minuti alla fine della partita, cosa ti aspetti che faccia io?”

L’analisi del bunker e della commissione disciplinare hanno lasciato qualche dubbio all’ex prima lina del Benetton, che spiega come sono andate le cose dopo l’ultimo match del Sei Nazioni.

“Dopodiché sul momento ci sono tante cose non chiare della vicenda: l’arbitro nel referto ha scritto che era un intervento su un placcaggio pericoloso quindi hanno anche sbagliato a scrivere l’effetto che dopo ovviamente è stato corretto in intervento pericoloso in ruck. Perchè è un intervento falloso? Era un intervento spalla contro spalla. Nella commissione che poi mi ha squalificato la questione è stata molto approfondita, quasi come un processo in tribunale. C’è stata la dichiarazione di O’Mahony, che confermava il primo contatto sulla spalla e dopo sulla testa. La testa è stata la conseguenza del fatto che io avevo il gomito un po’ largo e non attaccato al corpo. Ma il primo contatto è stato sulla spalla. La regola dice spalla contro testa, non c’è stato questo contatto.”

Infine Nicotera si sofferma sul comportamento degli irlandesi nel breakdown, una modalità d’azione che lascia qualche zona d’ombra.

“Poi abbiamo analizzato la posizione di O’Mahony. Era completamente allungato sulla ruck. Uno come fa a intervenire dal gate?
Così non ho la possibilità di contendere il pallone in modo corretto, anche questo non è giusto. La regola vuole che dalla ruck il
pallone si usi dopo 5”, mentre quella ruck è durata 8”. Da parte dell’arbitro non è arrivato nessun tipo di pressione per l’utilizzo.
Dopo per finire, ci sono dei parametri degli arbitri per me incomprensibili. In tutte le partite gli irlandesi possono fare quello che vogliono nelle ruck. Fanno cose molto più pericolose di quelle che ho fatto io. Mi punisci perché vuoi tutelare il gioco e poi non vai a punire altre cose, come certe rotazioni in ruck pericolose per il ginocchio? Dupont ad esempio la settimana prima ci ha rimesso un ginocchio, magari non era una cosa maliziosa però sono sempre al limite.”

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