Benetton verso Castres, Pavanello: “Non saremo perfetti, ma vinciamo e siamo determinati. Lo staff? Faremo un aggiustamento”

Il direttore generale dei biancoverdi sulla sfida di Champions Cup: “Siamo elettrizzati, la squadra ha la giusta maturità adesso”. E sul futuro: “Scelte all’insegna della continuità, con qualche nuovo arrivo”

Benetton verso Castres, Pavanello: "Non saremo perfetti, ma vinciamo e siamo determinati. Lo staff? Faremo un aggiustamento" - ph. S Pessina

Benetton verso Castres, Pavanello: “Non saremo perfetti, ma vinciamo e siamo determinati. Lo staff? Faremo un aggiustamento” – ph. S Pessina

È una delle sfide più importanti della storia del Benetton. Contro Castres, sabato 5 aprile, i biancoverdi si giocano uno storico accesso ai quarti di finale di Champions Cup, in un match che per il direttore generale Antonio Pavanello ha ancora più valore della grande sfida dei quarti URC dello scorso giugno contro i Bulls: “Arriviamo a questa sfida elettrizzati, perché la prima volta per tutti. Abbiamo già affrontato delle partite a eliminazione diretta ma non di questa caratura: siamo agli ottavi di Champions Cup, la regina di tutte le competizioni, e ovviamente attorno al club si vive un’aria elettrizzante. Siamo arrivati qui attraverso un percorso lungo, intenso, ma ce lo siamo meritati. Anche quella coi Bulls fu una prima volta importante: eravamo arrivati ai playoff già in Pro 14, ma c’erano meno squadre e soprattutto non c’erano le 4 big sudafricane. Però la Champions è la regina di tutte le competizioni, per cui ha un fascino e una struttura particolare, perché in giochi partite ti giochi tutto e ogni singolo punto ti può cambiare il torneo” ha dichiarato nell’incontro stampa di oggi.

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Come arriva il Benetton

“Arriviamo a questa partita dopo un periodo molto carico. Molti ragazzi arrivano dal Sei Nazioni – ricordiamo sempre il numero importante di giocatori che diamo alla Nazionale – e con un certo minutaggio” spiega Pavanello: “La nostra è una situazione diversa rispetto a Castres, che non ha avuto giocatori convocati nella Francia. Però arriviamo a questa partita con grande energia: davvero tutti stanno dando il massimo e vogliono giocare questa partita, e non sarà semplice né per chi resterà fuori né per lo staff decidere chi non sarà nei 23”.

“Certamente non è stato un periodo facile per noi, anche dal punto di vista interno, ma posso dire con certezza che tutto è stato gestito in maniera altamente professionale, da parte di tutti: giocatori, staff, società. Magari non siamo stati perfetti dal punto di vista del gioco, ma lo siamo dal punto di vista dei risultati ottenuti e della determinazione che mettiamo in campo. Sicuramente aver vinto le ultime partite nel finale è segnale di un’ottima condizione atletica. Certo, se dovessimo segnare delle belle mete saremmo tutti contenti, ma se i ragazzi mi regalassero un finale di stagione in cui vincono tutte le partite all’ultimo minuto, di un punto, giocando male, io alzerei le mani, li ringrazierei e direi che va benissimo così” prosegue Pavanello.

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L’attacco e il fattore campo

Non sono mancate domande sull’attacco, che in questa stagione non sempre ha dato i risultati sperati, e Pavanello ha affrontato la questione con chiarezza: “Stiamo lavorando sulla concretezza offensiva, per sistemare le cose bisogna sempre partire da lontano. Il lavoro si vede partendo dalla pre-season e gli allenatori stanno cercando di aggiustare un po’ il tiro: è un aspetto importante, perché bisogna portare a casa punti a ogni ingresso nei 22, che sia un piazzato o una meta. Con Castres è una partita a eliminazione diretta: non servono bonus e non serve altro se non fare un punto in più dell’avversario”.

Un altro fattore importante sarà giocare a Castres, contro una squadra – e una città – che vive di rugby: “Sappiamo quanto sia dura giocare in trasferta, ma abbiamo raccolto esperienze importanti – anche se dure – negli anni. Ricordiamoci Tolone dove – lo dissi anche all’epoca – siamo stati bullizzati dentro e fuori dal campo, con i tifosi che ci coprivano di fischi ogni volta che toccavamo palla. L’anno scorso siamo andati a Gloucester, in un altro stadio opprimente, e allo stesso modo a Pretoria i tifosi si sono fatti sentire: i giocatori hanno capito come funziona  e come affrontare uno stadio caldo che fino all’80’ sarà contro di noi. Dovremo ribattere colpo su colpo in campo”.

Infine una “chicca”. La formula della Champions Cup non prevede premi per il passaggio del turno: “La formula è questa, anche se a molte squadre non piace. Non ci sono premi economici, ci sono le spese di viaggio e una percentuale sulle vendite dello stadio, e poi chiaramente c’è la visibilità a livello d’immagine che ti dà giocare partite del genere. Passare il turno sarebbe comunque importante perché a seconda dell’avversario – Clermont o Northampton – potremmo giocare i quarti in casa (con i francesi) e quindi avere delle entrate importanti da Monigo, o in trasferta contro gli inglesi in uno stadio comunque molto grande che ci porterebbe degli introiti”.

Lo staff e il futuro

Con Pavanello non si è parlato solo di Castres-Benetton, ma anche del futuro. Prima di tutto, a Pavanello è stato chiesto un commento sulle recenti dichiarazioni del Presidente FIR Andrea Duodo (“Stiamo studiando il modo di riequilibrare le convocazioni, rafforzando le Zebre ed alleggerendo Treviso”): “Ci sono delle discussioni a riguardo e lavoriamo per un progetto comune con la Federazione e con le Zebre, i presupposti ci sono, senza intaccare la qualità e la profondità della nostra rosa. Bisogna però ricordare sempre che i protagonisti più importanti sono i giocatori, che devono sposare i progetti e decidere di trasferirsi, quindi alla fine ci si attiene comunque alla volontà dei ragazzi”.

Su questo tema, chiaramente, è fondamentale anche il fattore dei trasferimenti all’estero: “È una cosa con la quale ci dobbiamo scontrare. Un esempio è Nacho Brex: gli avevamo fatto un offerta, ma poi è chiaro che quando arriva una squadra come Tolone le cose cambiano. Come dicevo prima, il giocatore è sempre il protagonista principale, ma l’incognita estero non vale solo per Nacho Brex che ha 33 anni, vale soprattutto per i 18enni, 19enni e 20enni che facilmente vanno all’estero, qualcuno ce la fa ma tanti si perdono. A discapito di uno o due che ce la fanno, altri 10 si perdono, e questo è un danno per tutto il movimento italiano. Non è solo una questione di alto livello: è chiaro che Paolo Garbisi o Lucchesi ce la fanno, così come non ho dubbi sul fatto che ce la farà anche Brex, ma ne perdiamo tanti altri”.

L’altro tema riguarda il futuro dello staff tecnico dopo l’annuncio della promozione di Calum McRae al posto di Marco Bortolami dalla prossima stagione: “Intanto ci tengo a dire una cosa. Su Marco Bortolami ho letto di tutto in giro, e mi dispiace, devo essere onesto, perché stiamo parlando di un profilo incredibile. Personalmente, e parlo a nome mio e del club, il rapporto è ottimo, semplicemente dopo 9 anni ci siamo resi conto che l’inizio del nuovo ciclo andava anticipato di un anno, ma parliamo di un professionista che a 45 anni ha dimostrato di avere i numeri e di poter diventare un grande allenatore. Sono contentissimo della scelta fatta 9 anni fa, quando l’ho portato al Benetton come assistente, e della scelta di promuoverlo poi capo allenatore. Ora abbiamo promosso McRae perché sono un profondo sostenitore della continuità: le grandi nazionali e i grandi club lavorano in questo modo, e io ci credo vivamente, anche perché è importante avere a disposizione persone che conoscano le dinamiche di un club che dà tanti giocatori alla Nazionale e segue le dinamiche di una franchigia che si intreccia con la Federazione. McRae si è immerso nella nostra cultura e nella nostra filosofia”.

Infine, Pavanello ha spiegato quali saranno i cambiamenti nello staff: “Stiamo lavorando per portare a Treviso un allenatore dell’attacco. Inoltre tornerà Senekal ad occuparsi dei punti d’incontro, delle touche e del breakdown, e rimarrà Ongaro per la mischia. Si aggiungerà uno skills coach del nostro movimento e con loro faremo la quadra per quanto riguarda lo staff, che come detto sarà all’insegna della continuità: solo piccoli aggiustamenti per dare il via ad un nuovo ciclo”.

Francesco Palma

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