Champions Cup: identikit di Castres, avversaria del Benetton agli ottavi

Un club che ha raggiunto ottimi successi malgrado mezzi limitati e che anche quest’anno sta dicendo la sua

Castres

Champions Cup: identikit di Castres, avversaria del Benetton agli ottavi

Jean Jaurès e il Castres Olympique. Le due istituzioni per cui la cittadina di Castres, meno di 50mila abitanti a 70 chilometri da Tolosa, è conosciuta in tutta la Francia.

Il primo è uno degli uomini politici più importanti della storia moderna transalpina, giornalista e filosofo socialista brutalmente assassinato nel 1914 da un estremista nazionalista. Il secondo è l’altro orgoglio della città, cinque volte campione di Francia (1949, 1950, 1993, 2013, 2018).

Fondato nel 1906, il club biancoblu ha una storia recente fatta di grandi soddisfazioni ottenute contro ogni pronostico. La squadra, finanziata principalmente dall’industria farmaceutica e cosmetica dei Laboratoires Pierre Fabre di Castres, ha sempre goduto di un budget adeguato al Top 14, ma nella fascia medio-bassa rispetto alla concorrenza.

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Questo non ha impedito il raggiungimento a più riprese delle fasi finali del campionato e la conquista di due titoli, 2013 e 2018, arrivati nonostante la sostanziale assenza di giocatori di grido, ma anzi conquistati da outsider rispetto alle più squadre più blasonate.

Il Castres di oggi, anche se non sembra sufficientemente attrezzato per poter insidiare le corazzate del massimo campionato francese come Tolosa, Bordeaux e Tolone, continua a mantenere un ruolo di rilievo ed è ben posizionato in classifica per accedere alle fasi finali della competizione: quinto in classifica con quattro punti di vantaggio sul settimo posto (primo degli esclusi dai playoff) a sei giornate dal termine della stagione regolare.

La rosa

C’è un internazionale italiano nella rosa del Castres: è Loris Zarantonello, tallonatore di 25 anni con un cap ottenuto la scorsa estate nel tour del Pacifico. L’italo-francese è un punto fermo della squadra di Castres, anche se spesso e volentieri parte dalla panchina e quest’anno ha dovuto affrontare l’ascesa del giovane Pierre Colonna. La prima scelta continua a essere il solido Gaetan Barlot, 9 caps con la Francia e uno dei giocatori chiave della squadra.

Le stelle della squadra sono due: il mediano di mischia uruguaiano Santiago Arata, forse il giocatore che come stile di gioco somiglia di più ad Antoine Dupont, capace di essere una costante minaccia in prima persona; il centro Jack Goodhue, 18 caps e una Rugby World Cup con gli All Blacks prima di emigrare in Francia.

La rosa del Castres è peraltro impreziosita da tanti giocatori importanti delle nazionali del cosiddetto Tier 2: oltre ad Arata ci sono l’ex capitano del Canada Tyler Ardron, l’esperto pilone Levan Chilachava e la giovane apertura Luka Matkava della Georgia (appena arrivato come joker medical), i trequarti figiani Andrea Cocagi, Vilimoni Botitu e Josaia Raisuqe oltre al 37enne Leone Nakarawa.

Di assoluto rilievo anche il numero otto Abraham Papali’i, colosso neozelandese arrivato in Europa dal 2019 e passato per Connacht e Brive prima di approdare a Castres.

In generale la rosa degli Olimpici è solida in tutti i reparti, con una vasta esperienza alle spalle e un’età media abbastanza alta. Il miglior marcatore della loro stagione è il mediano di apertura Louis Le Brun, con 108 punti, mentre l’ala Remy Baget ha segnato 6 mete.

La situazione corrente

Quando al capo allenatore Xavier Sadourny hanno chiesto se fosse soddisfatto della vittoria dello scorso weekend contro il Tolone in ottica playoff di Top 14, lui ha risposto che lo era soprattutto in relazione alla lotta salvezza.

“Tutto è veramente aperto. Questo Top 14 non somiglia a nessun altro dei precedenti. Oggi siamo quinti e contenti di esserlo, ma abbiamo una ultima parte di stagione eccezionalmente difficile da giocare, dobbiamo rimanere lucidi – ha dichiarato l’ex mediano di apertura – Per noi l’ottavo contro il Benetton è facile da prepare. Tutti vogliono giocare, è dal 2002 che non giochiamo una fase finale di Champions.”

“Si tratta di una competizione che ci ha permesso di sviluppare una grande dinamica: dopo la vittoria con i Saracens nel gruppo c’è stato grande entusiasmo, abbiamo preso fiducia. Il club, i tifosi, tutti meritano questo ottavo di finale in casa – ha aggiunto – Il Castres, culturalmente, non è una squadra in realtà molto coinvolta da questa competizione, ma fa molto bene al nostro gruppo di giocatori e al club. Abbiamo bisogno di queste partite per progredire.”

Per la partita del fine settimana con il Benetton, i biancoblu dovranno fare a meno del seconda linea Guillaume Ducat, uno dei punti fermi della stagione. I suoi 205 centimetri saranno un’assenza che si nota: si è infortunato al ginocchio e sarà fermo due mesi. Il reparto di seconda linea è comunque uno dei più completi della squadra, con l’esperto Paul Jedrasiak (10 caps per la Francia tra il 2015 e il 2017) e Florent Vanverberghe (nel giro della nazionale, ma mai cappato).

Nel mese di marzo Castres ha ottenuto ogni tipo di risultato: ha perso ottenendo un bonus difensivo a Montpellier, pareggiato a casa di La Rochelle e vinto a domicilio e di misura col Tolone.

Squadra abituata a essere concentrata esclusivamente su ciò che accade in Top 14, ha un’occasione golosa per ottenere qualcosa di storico. La seconda qualificazione di sempre a un quarto di finale di Champions Cup, a 23 anni dall’ultima volta. Sta al Benetton rovinare la festa concedendosi qualcosa di ancora più importante.

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