Il capo allenatore dei biancoverdi racconta l’approccio alla partita contro Castres di Champions Cup

Benetton, Marco Bortolami: “Vogliamo fare una partita da cavalleria e non da trincea”
Si avvicina la prima partita di sempre del Benetton Rugby in una fase finale di Champions Cup: sabato pomeriggio la squadra biancoverde sarà ospite del Pierre Fabre di Castres per disputare uno degli ottavi di finale della coppa regina.
Marco Bortolami ha raccontato il percorso verso la partita: “C’è una buona energia, ci siamo allenati molto bene in questi giorni per cui credo che siamo nelle condizioni migliori per affrontare questa sfida molto difficile. Andare in Francia e giocare una partita di Champions Cup sappiamo tutti quanto difficile sarà, però credo che abbiamo fatto un buon lavoro e ci arriviamo nel migliore dei modi.”
“Nelle ultime due partite abbiamo cercato di dare un po’ di continuità per arrivare con dei meccanismi più oliati possibile, ma soprattutto gli avanti non hanno fatto un grande minutaggio perché siamo andati
sempre con 6+2 in panchina, sia contro Edimburgo che contro Cardiff. Questo ha consentito comunque ai giocatori di scendere in campo, trovare meccanismi giusti, portare a casa le partite, ma non essere stressati troppo. L’obiettivo di tutto ciò era arrivare in questa partita nel modo migliore possibile. È vero che abbiamo un paio di infortuni di troppo in terza linea, ma al di là di questo arriviamo bene al match: abbiamo fiducia in noi stessi, abbiamo fatto una settimana corta anche se abbiamo avuto 7 giorni a disposizione, ci siamo allenati solo martedì e giovedì proprio per avere questa freschezza a fine settimana.”
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“Credo che le partite che abbiamo vinto contro Edimburgo e Cardiff magari non siano state super-spettacolari ma le condizioni del tempo e il contesto hanno dettato il come si è giocato quella partita. E in entrambe le partite noi siamo stati comunque la squadra che ha cercato di giocare di più rispetto ai nostri
avversari. La squadra deve prendere fiducia da questo perché riuscire a portare a casa due partite così con uno sforzo finale, denota uno stato fisico molto buono e anche una determinazione, una consistenza mentale nei momenti più delicati e più critici della partita che serve per gare come quella che andremo a giocare a Castres.”
Il club francese è attualmente quinto in Top 14, che non nasconde essere la sua priorità. Tutto sommato, però, l’occasione di tornare a giocare un quarto di finale di Champions dopo 23 anni è una eventualità che una squadra che ha giocato una bella stagione come quella biancoblu non vuole precludersi.
“Castres è una squadra che mette un agonismo brutale in tutto quello che fa – ha analizzato Bortolami – Credo che se riusciremo a impostare una partita veloce, con un alto tempo di ball in play, riusciremo a minimizzare i loro punti di forza e a massimizzare i nostri. È un qualcosa che abbiamo già fatto nel passato contro squadre che hanno un atteggiamento simile e abbiamo avuto un buon riscontro. Vogliamo evitare che diventi una gara a braccio di ferro, ecco. Vogliamo fare una partita da cavalleria e non da trincea.”
“Se Castres trova spazio diventa veramente molto pericolosa. Hanno una grande capacità di colpire il muro difensivo in maniera interrotta attraverso gli avanti, ma anche con i due centri, per creare degli spazi per i giocatori più veloci. Ogni giocatore che sarà in campo dovrà veramente fare il massimo e mettere il corpo sulla linea per replicare colpo su colpo. Credo però anche che se riusciamo a fare questo, poi le nostre capacità e abilità di essere da un lato ordinati e quadrati, ma dall’altro anche di cogliere delle opportunità grazie ai nostri giocatori con tanto estro e tanta inventiva, potremmo fargli male e segnare dei punti importanti.”
“Per me la chiave del match, in ogni caso, non sarà tecnica e non sarà fisica: sarà nella capacità di rimanere nella lotta dal primo all’ultimo minuto, perché le squadre francesi, appena lasci loro un po’ di avanzamento, una spalla debole, una possibilità di giocare una continuità diventano veramente molto pericolose.”
“Si giocherà sulla nostra capacità di portare un agonismo organizzato fin dal primo minuto, ma di rimanere comunque disciplinati in relazione al piano di gioco e al regolamento, perché se gli diamo accesso agli ultimi 20 metri sono una squadra estremamente potente.”
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